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Discussione: BELLA ciao

  1. #1
    Guest

    Talking BELLA ciao

    Sto disperatamente cercando l'anno di copyright della canzone partigiana "BELLA CIAO".... l'ho già cercato un bel po' ma non lo trovo!!!

  2. #2
    L'avatar di funcool
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    Non credo che sia una canzone coperta da copyright perché è una canzone popolare. Non credo che esista un autore ufficiale.
    Mattia vi manda a FunCool - Matriz - Directory Gogol - Sfondo rosso per la Birmania
    «Tu mi dai fastidio perché ti credi tanto un Dio!» «Bè, dovrò pur prendere un modello a cui ispirarmi, no?» Woody Allen

  3. #3
    Guest

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    Citazione Originalmente inviato da sottoscalapunk
    Sto disperatamente cercando l'anno di copyright della canzone partigiana "BELLA CIAO".... l'ho già cercato un bel po' ma non lo trovo!!!
    Da quanto ne so' non è protetta dai diritti siae, perchè non si sà quale sia il vero autore. forse i diritti li detiene l'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia)..

  4. #4
    Guest

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    E non c'è un anno di riferimento?

  5. #5
    Guest

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    è praticamente impossibile dare un'anno preciso

  6. #6
    Ospite Guest

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    forse trovi qualcosa qui
    http://it.wikipedia.org/wiki/Bella_ciao

  7. #7
    Guest

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    Grazie farlimas anche se non ho trovato una data un po' precisa di deposito alla siae... vabbè, mi arrangerò in qualche modo!

  8. #8
    Guest

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    “All'estero per l'opera creativa di chi rifà un pezzo tradizionale c'è una remunerazione, magari più bassa, però c'è. Noi non abbiamo mai visto una lira per le nostre versioni di 'Bella Ciao' e di altre canzoni popolari”. E poi racconta un aneddoto: “Di questa carenza se n'era già accorto qualcuno: 'Bella Ciao' ad esempio è stata depositata agli inizi degli anni '70 da un tal Tony Verona, a cui abbiamo chiesto il permesso quando l'abbiamo messa nel nostro primo album. E' chiaro che Verona non farà mai causa ad un altro artista per avergli copiato 'Bella Ciao', ma in quel modo è riuscito a tutelare la sua versione della canzone”.

    fonte: http://www.reporter.it/articoli/20051202112448.htm

    non so quanto sia affidabile, ma è l'unica cosa che ho trovato

  9. #9
    Ospite Guest

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    dunque quello ceh so io..a parte google è che la musica deriva da una canzone della 1 guerra mondiale (prima nno seconda) Invece le parole sono del periodo della resistenza. ma la musica è antecedente..non so se ti può servire per il copyright

  10. #10
    Ospite Guest

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    Citazione Originalmente inviato da funcool
    Non credo che sia una canzone coperta da copyright perché è una canzone popolare. Non credo che esista un autore ufficiale.
    Attenzione a questi discorsi, per un piccolo anedotto di poco tempo fa.
    Elio e le storie tese, hanno inciso un pezzo con Pola Cortellesi intitolato "Al mercato di Bonn", che doveva essere inserito nell'album Cicciput.
    Nel pezzo c'era un richiamo a "Tanti Auguri", si quella che si canta ai compleanni.
    Bene, pur essendo anche questa una canzone popolare, i diritti ereditati dagli eredi, non sono caduti perche nn sono ancora trascori 70 anni dalla morte dell'autore.
    Essendo "O bella ciao" canzone del periodo della 2° guerra mondiale, io mi informerei meglio.

    Zau!

  11. #11
    Guest

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    Stando a ciò che ha detto farlimas è della prima guerra mondiale una parte ma le parole della seconda, ma perchè tirarci dentro la questione dei 70 anni?

  12. #12
    Guest

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    "Bella Ciao", come del resto quasi tutte le canzoni della resistenza partigiana hanno il testo basato su quello di un'altra conzaone e la musica basata sulle note di un'altra canzone ancora enon se ne può quindi determinare il vero autore, al contrario di come si è fatto con "Tanti Auguri". Quindi la cosa più probabile è che, se qualcuno possegga i diritti su questa canzone, questo qualcuno sia l'intera associzione degli ex-partigiani (ANPI)

  13. #13
    Guest

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    Beh, fin lì ci arrivavo... ma ci sarà una data in cui qualcuno si sia deciso a depositare il brano ORIGINALE...

    PS: ho specificato ORIGINALE perchè il testo quotato da countz è uno che ha depositato una variante.

  14. #14
    Ospite Guest

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    trovato cosa interessante qui:
    http://www.odradek.it/Schedelibri/guerraguerra.html

    RECENSIONE

    l’Unità, 7 dicembre 2003, p. 21.

    “Mondine o partigiani: chi cantò prima "Bella ciao"?”,
    Cos’è il “canto sociale”, come si lega alla battaglia politica, all’idea di musica popolare. Le risposte in un libro, splendido, di Cesare Bermani.

    Franco Fabbri,

    Perché la canzone "ufficiale" della Resistenza è Bella ciao, anche se i partigiani cantavano di più Fischia il vento? E cos'è la "versione delle mondine", quella inclusa nell'album ll fischio del vapore di Francesco De Gregori e Giovanna Marini? Le risposte a queste e a molte altre domande si trovano nella raccolta di saggi sul "canto sociale" di Cesare Bermani, pubblicata da Odradek col titolo Guerra guerra ai palazzi e alle chiese (un verso de L'inno dell'Internazionale, sull'aria della Marsigliese, circa 1874).
    Non preoccupatevi: le risposte verranno date anche qui, e il bel libro di Bermani non è una raccolta di fatterelli, buona per una serata di quiz in qualche vecchia Casa del Popolo. Tutt'altro. Ma è lo stile dell'autore, la tenacia con la quale rincorre e quasi sempre trova documenti e prove decisive, a suggerire il paradigma indiziario per questi saggi storico-antropologici rigorosi, densi, di lettura appassionante. Quasi sempre? Sì, perché ad esempio la vicenda della "versione delle mondine" di Bella ciao non è ancora conclusa, e Bermami ci lascia in sospeso al termine del saggio, dopo aver smontato e rimontato i fatti più o meno noti, e quelli di cui solo pochi ricercatori sono a conoscenza. Ci torneremo fra poco, abbiate fiducia.
    Ma cos'è il "canto sociale"? Dai titoli si intuisce che abbia a che fare con gli inni e le canzoni politiche e con il canto popolare. Bermani usa questa espressione consapevole delle contraddizioni insite nell'impiego disinvolto della categoria del "popolare". Se popolare, per consuetudine etnomusicologica, è sinonimo di contadino e di tradizione orale, allora gli inni di lotta, dei quali è rintracciabile un originale scritto, e che in buona parte sono nati dalla penna di intellettuali urbani, non possono essere iscritti nella categoria del popolare, se non in quanto il loro uso, la proliferazione delle modalità esecutive e delle varianti, i metodi di ricerca di chi voglia studiare questo materiale sono riconducibili a quelli tipici della musica di tradizione orale. Allora Bermani ricorre a un termine diverso per l'oggetto delle sue inquisizioni, e ci ricorda che "il canto sociale è quindi, sin dalle sue origini, fenomeno di frontiera tra culture ufficiali (sia dominante che di opposizione) da un lato e culture popolari dall'altro, utilizza a volte testi e musiche provenienti dalle culture egemoni (...), a volte di produzione popolaresca (...), a volte interni alla produzione popolare".
    Insomma, in modo davvero esemplare Bermani ci mostra come per studiare un insieme di musiche occorra prima di tutto riflettere sulle categorie. E la categoria "canto sociale" riunisce musiche di origini e caratteristiche disparate, riunite dall'uso e dalla funzione. Parafrasando Gramsci si potrebbe dire: non conta se questi canti siano nati sociali, ma se sono stati accolti come tali. Difficile obiettare. Eppure, un tempo l'identificazione fra popolare e contadino esercitava un'attrazione irresistibile proprio sui ricercatori delle tradizioni, che al tempo stesso coltivavano la canzone politica cercando di modellarla su quelle tradizioni. Si discuteva se il canto popolare fosse di opposizione in sé, o se il ricercatore e l'operatore di folk revival dovesse privilegiare il repertorio che - si sarebbe detto allora - sviluppava al massimo grado la coscienza politica delle masse.
    Ecco, la storia della Bella ciao delle mondine inizia da qui. Quando Giovanna Daffini, mondina e cantastorie, cantò davanti al microfono di Gianni Bosio e Roberto Leydi una Bella ciao nella quale ai noti versi del partigiano che ha "trovato l'invasor" era sostituita la descrizione di una giornata di lavoro delle mondine, non parve vero di aver rintracciato l'anello mancante fra un inno di lotta, espressione della più alta coscienza antifascista, e un precedente canto di lavoro proveniente dal mondo contadino. Nonostante qualche incongruenza e qualche sospetto, la versione venne accettata. E il Nuovo Canzoniere Italiano nel 1964 partecipò al Festival di Spoleto con lo spettacolo dal titolo Bella ciao. In quegli anni dei primi governi di centro-sinistra si compie quella che Bermani, riprendendo il concetto da Hobsbawm, chiama "l'invenzione di una tradizione". Bella ciao, una canzone cantata durante la Resistenza da sparse formazioni emiliane, e da membri delle truppe regolari durante l'avanzata finale nell'ltalia centrale viene sempre più frequentemente preferita nelle manifestazioni unitarie a Fischia il vento, canto di larghissima diffusione fra tutte le formazioni partigiane, riconosciuto nell'immediato dopoguerra come l'inno della Resistenza. Fischia il vento ha il "difetto" di essere basata su una melodia russa, di contenere espliciti riferimenti socialcomunisti ("il sol dell'avvenir"), di essere stata cantata soprattutto dai garibaldini. Bella ciao è più "corretta", politicamente e perfino culturalmente, anche se molti partigiani del Nord non la conoscevano nemmeno. Era poi un canto delle mondine, no?
    No. Nel maggio del 1965 arriva una lettera all'Unità. La scrive Vasco Scansani, da Gualtieri, lo stesso paese della Daffini. Dice di essere lui l'autore della Bella ciao delle mondine, e di averla scritta nel 1951, basandosi sulla versione partigiana. Dice che la Daffini gli ha chiesto le parole, nel 1963. Allarmatissimi i ricercatori del Nuovo Canzoniere Italiano interrogano Scansani e la Daffini: si rendono conto, nella confusione delle testimonianze, che il mondo dei cantori popolari è più complesso e contaminato di quanto non credessero, che ci sono esigenze di repertorio, desiderio di compiacere il pubblico, e di compiacere gli stessi ricercatori. Parte un nuovo studio, si individuano tracce di Bella ciao in vari canti popolari, non si esclude che fossero parte anche del repertorio delle mondine: ma no, quella versione della Daffini è posteriore alla Bella ciao dei partigiani. La storia, come ho anticipato, non è finita: nel 1974 salta fuori un altro preteso autore di Bella ciao, ma di una versione del 1934: è Rinaldo Salvadori, ex carabiniere, che avrebbe scritto una canzone, La risaia, per amore di una ragazza marsigliese che andava anche a fare la mondina. Il testo, con versi come "e tante genti che passeranno" e "bella ciao", glielo avrebbe messo a posto Giuseppe Rastelli (futuro autore di Papaveri e papere, politicamente "più nero che rosso"), e la Siae dell'epoca fascista ne avrebbe rifiutato il deposito. Il resto della vicenda lo potete trovare nel libro, splendido e utilissimo, di Bermani.

    un'altra cosa qui:
    http://www.ilmov.it/page3.html

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