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Volevo portare all'attenzione di tutti gli Altervistiani un interessante articolo apparso su PuntoInformatico oggi ( http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1878869&r=PI )
Citazione:
Devo dire che è una delle spiegazioni più chiare che ho visto in giro per il web |
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Stupendo
Veramente un'ottima spiegazione ![]()
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Ecco il link della voce Web 2.0 su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Web_2.0
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Mattia vi manda a FunCool - Matriz - Directory Gogol - Segnala il tuo Feed! - Sfondo rosso per la Birmania «Tu mi dai fastidio perché ti credi tanto un Dio!» «Bè, dovrò pur prendere un modello a cui ispirarmi, no?» Woody Allen |
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Aggiungo due link (tra i tanti) molto interessanti:
Blog dedicato al web 2.0: http://www.oneweb20.it/ Cos'è il web 2.0 in italiano: http://www.xyz.reply.it/web20/index.php/1 Altro topic inerente: http://forum.altervista.org/showthread.php?t=62816 Ciaooooo!!!!
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Io credo che il video sia bello....
Ha un solo difetto.. Fa pubblicità gratis ai prodotti microsoft!!
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Blogger per hobby, contestatore per passione! Il mio motto è: Sii potente! (be power!) |
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Citazione:
Ajax è un uso particolare di JS, e in particolare di alcuni DOM, per fare richieste asincrone verso script server side (php, asp, ...). Asicrone perchè la pagina client rimane ferma, il responso dello script server viene catturato sempre dal DOM e il javascript della pagina si comporta di conseguenza (modifica gli elementi della stessa pagina nella maggior parte dei casi). Ma questo non è Web 2.0. Il Web2.0 è un concetto; non è un linguaggio, una tecnica, un software o un sito. Il web2.0 è: social network, citizen journalism, social bookmarking, tagging, partecipazione/aggregazione/collaborazione/condivi sione, servizi che diventano piattaforma aperta a chiunque e dovunque e con qualunque dispositivo, decentralizzazione del potere/controllo e quindi dei contenuti... e molto altro ancora. Ciaooooo!!!!!!
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Citazione:
Debbo dire che girando il web vedo begli esempi di cio' tipo de.licio.us, tanto x citarne uno, io ci provo, ma nn è facile......... e a volte mi sembra che i visitatori siano + propensi a trovare cose fatte, invece che a partecipare a costruire insieme delle esperienze, dei percosi; forse il punto difficile è creare servizi che stimolano a fare cio'. Non so se sono stato chiaro, ma intendo dire che dipende dalla natura e dai contenuti di un sito, la qualità degli utenti e la possibilità di fare un web partecipativo. Comunque rimane il fatto che non è facile fare web 2...... By Turot.
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Mio portale Non Solo Scacchi dove ribadisco che si gioca a scacchi. Non siamo troppo serii però ....... Stiamo alla ricerca di un web interattivo. Ultima modifica di Turot : 12-04-2007 alle ore 11.29.51. |
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Non credo che la parola democrazia possa far vergognare nessuno. Noi, il Demos, attraverso il web abbiamo il potere, webcratici? Certo, se poi mettiamo insieme che ogni nato avrebbe diritto ad un Suo spazio nell'ipertesto, direi che in fondo, l'idea non è poi così peregrina..PS: scusate ma le parentesi quadre dove si trovano???
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http://blogmasterpg.googlepages.com |
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Io concordo sull'interpretazione di web 2.0 come concetto, al di là delle tecnologie (essenziali, si badi) che lo permettono.
E' la prospettiva che cambia da web classico a 2.0: i contenuti erano accentrati nelle mani dell'amministratore, col web 2.0 i contenuti sono condivisi, 'collaborativi', sotto gli occhi e il vaglio di tutti. Purtroppo ciò che vedo nella mia esperienza "reale" (non da internauta) è che poche persone ancora conoscono o condividono ciò che, nel mondo web, sta avvenendo ed è perlopiù noto agli afecionados. |
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Beh come concetto sono ormai alcuni anni che si sta cercando di portarlo avanti... il problema è che nei fatti non si riesce ad ottenere grandi risultati nella maggior parte dei casi...
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Visita: http://tieniaperto.altervista.org - http://www.tieniaperto.it ![]() e visita: http://ufobm.altervista.org ed il blog: http://ufobm.altervista.org/blog/blog.html |
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A chi ha postato su questo argomento può interessare che su ICT & tech solutions di oggi (allegato del sole 24 ore) hanno dedicato un po' di spazio al ruolo del web 2.0 per le aziende.
Oltre alle solite Google e Microsoft, anche altre aziende meno "webbizzate" sperimentano la revisione dei processi di ideazione del prodotto in senso 2.0. La Procter & Gamble ha creato una linea di Pringles con contributi via piattaforma tipo wiki, la Lego sta ideando i nuovi prodotti anche con l'aiuto di clienti e anche in Italia Fiat e Ducati propongono sperimentazioni del genere. Voi conoscete qualcuno che ha partecipato (da cliente o "prosumer") a progetti del genere? ciao |
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L'interazione azienda/cliente, mi ha fatto pensare ad una nuova forma di interazione...legislatore/cittadino.
Infatti alcune regioni con l'aiuto di scuole hanno creato piattaforme (forum...blog...) che verranno prese in considerazione quando si andrà a creare una nuova legge...questo è la linea più diretta che mai si poteva instaurare tra cittadino e amministrazione. Ecco cosa può fare il web 2.0. ..syl..
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Il mio Comune (Vigevano - PV) ha "aperto" un'area collaborativa col cittadino sul web.
Qualcuno ci va ma mi pare non sia frequentatissima, anche se chi si è avvicinato l'apprezza. Forse come negli esempi che porti tu yook la via corretta per incentivare la partecipazione potrebbe essere partire dalle scuole...menti più aperte, sempre o quasi vicine al web, magari già blogger, gente che di sicuro usa youtube... Il difficile è interessare le fasce più alte (quanto ad età), in cui c'è molta diffidenza... Mi sai dare qualche esempio di sito del genere (2.0 amministrazione+cittadini) che funziona? |
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Altra proposta di discussione:
col diffondersi del web 2.0 come luogo dei contenuti creati da una collettività auto-organizzata, cosa ne pensate del problema della CREDIBILITA'. La credibilità dello strumento (che sia wikipedia, digg, le reviews di ibs o amazon...) è data dalla credibilità di ogni utente che vi prende parte. Avete già usato qualche strumento di 'trust validation', chiamiamola così? Non pensate che si debba necessariamente diffondere una cultura 'trust-oriented' per far proliferare un web 2.0 di qualità? (concetto che- lo ammetto - può avere milel valori e significati...) cia a tutti |
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un esempio di web 2.0 applicato sono i sempre più diffusi forum dove chiunque può dire la sua, èer quanto riguarda la credibilità bhè quella ce la si deve costruire, pper questo generalmente le piataforme web20 hanno una struttura di controlla atta a intervenire a correggere eventuali sproloqui, sta infine nell'utente finale che usufruisce delle informazioni decidere se dare credito o meno a un determinato contenuto in base a quello che sa dell'autore
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Sono d'accordo che la credibilità dipenda alla fine da ciò che ciascuno sa di un autore. Penso però che i sistemi di rating sono la chiave: su un numero alto di persone e interventi un numero sintetico che ne indica il 'livello di credibilità' dovrebbe funzionare.
Lo stesso non vale sulla piccola scala. |