Quello dell'auto-conoscenza, della conoscenza di se stessi attraverso se stessi, è un tema filosofico molto rilevante.
Lasciando da parte il problema della creazione (chi mi ha creato, perché? Chi ha creato quella macchina che si autogenera?) rimane quello dell'uso.
Oltre agli strumenti per adoperare noi stessi abbiamo anche gli strumenti, necessari e sufficienti, per conoscerci? Una volta che abbiamo fatto qualcosa sappiamo di averla fatta, ma sappiamo perché l'abbiamo fatta e perché l'abbiamo fatta così?
Ci sono gli ottimisti, i pessimisti e le persone che hanno fede.
Un
ottimista dice: anche se non conoscerai mai pienamente te stesso devi prendere questa possibilità come vera per raggiungere il massimo risultato possibile di conoscenza.
Un
pessimista dice tutto quello che davvero sarebbe importante sapere, sul perché facciamo una cosa o un'altra, ci è precluso di conoscerlo.
Chi ha fede si rimette al suo Dio.
La storia di una mela (che rappresenta la conoscenza) di troppo dice qualcosa?